Sì alla richiesta di elezioni, un gesto necessario e di alta moralità politica
Dopo anni di conflitto di interessi Silvio Berlusconi ha la possibilità di riunire in un gesto solo una coincidenza di interessi, quelli del paese e, a mio avviso, i suoi interessi se non personali almeno politici. Io, sinceramente, non ho mai capito se Berlusconi ascolti i consigli, in quasi vent’anni ho visto tanti (voi del Foglio in primis) dargliene. Posso, dunque, sprecare anche il mio. Mi si chiede se Berlusconi deve chiedere il voto di fiducia sulla legge di stabilità e sul maxiemendamento e, ottenutolo, dimettersi portando il paese al voto. di Ubaldo Casotto
11 AGO 20

Dopo anni di conflitto di interessi Silvio Berlusconi ha la possibilità di riunire in un gesto solo una coincidenza di interessi, quelli del paese e, a mio avviso, i suoi interessi se non personali almeno politici. Io, sinceramente, non ho mai capito se Berlusconi ascolti i consigli, in quasi vent’anni ho visto tanti (voi del Foglio in primis) dargliene. Posso, dunque, sprecare anche il mio. Mi si chiede se Berlusconi deve chiedere il voto di fiducia sulla legge di stabilità e sul maxiemendamento e, ottenutolo, dimettersi portando il paese al voto.
Sì, sono d’accordo. A fronte di tante prediche dei nuovi moralisti, sarebbe un gesto di alta moralità politica. Approvare quanto ci chiede l’Europa è nel nostro interesse, non prolungare un’agonia politica, anche. Lo dico con dispiacere, ché tanto sono contrario all’eutanasia, tanto lo sono all’accanimento terapeutico. Perché due sono le cose da salvare: l’economia di questo paese, fatta di gente che rischia, di piccole e medie imprese che non cedono al pessimismo, un’economia che non va sacrificata sull’altare della finanza predatrice e che quindi va difesa anche con gli strumenti della finanza (lo dice anche Bernabè che la Bce deve essere messa in grado di difendere l’euro diventando prestatore di ultima istanza, siamo al paradosso dell’unica moneta al mondo che non può difendere se stessa).
La seconda cosa che va salvata in questo paese è la democrazia che ha il suo cardine, non unico ma da anteporre a qualsiasi altro, nel pronunciamento dei cittadini: la famosa volontà popolare di cui tutti si riempiono la bocca salvo ridurla ai sondaggi di opinione (chi è senza peccato…), alle campagne stampa, alle indignazioni piazzaiole…
Il bipolarismo imperfetto ma sostanziale che abbiamo vissuto in questi vent’anni non è un vulnus della democrazia della Prima repubblica, ma una sua maturazione. Detto da elettore, non mi dispiacciono i governi di mandato con un premier (indicato finché non si potrà eleggerlo) scelto con il voto dei cittadini. La certezza dà tempo e possibilità di costruire, per chi ne abbia voglia ed energia. Ci eravamo quasi abituati all’alternanza e a legislature naturali, non vorrei buttare via vent’anni per riconsegnarmi ai caminetti di questo o quel partito.
Il bipolarismo imperfetto ma sostanziale che abbiamo vissuto in questi vent’anni non è un vulnus della democrazia della Prima repubblica, ma una sua maturazione. Detto da elettore, non mi dispiacciono i governi di mandato con un premier (indicato finché non si potrà eleggerlo) scelto con il voto dei cittadini. La certezza dà tempo e possibilità di costruire, per chi ne abbia voglia ed energia. Ci eravamo quasi abituati all’alternanza e a legislature naturali, non vorrei buttare via vent’anni per riconsegnarmi ai caminetti di questo o quel partito.
Questa legge elettorale è brutta? Penso di sì, ma lo è ogni legge elettorale; in Italia se per votare aspettiamo la legge elettorale su cui tutti si mettono d’accordo non voteremmo mai. Insomma, quello che mi aspetto da Berlusconi a, parziale, riscatto delle sue colpe è finalmente un compiuto atto di governo e un gesto politico: l’approvazione di misure che servono al paese e la richiesta agli italiani di condividerle o meno. E’ un modo per far chiarezza e per chiederla anche alle opposizioni: questo è quello che io chiedo si faccia per il paese, voi su quale programma (la lettera della Bce o altro?) chiedete un mandato ai cittadini? Altre soluzioni sanno di pastrocchio, di crisi “pilotate” con pilota anonimo; perché sospendere, anche solo in parte, la democrazia quando le scelte sono così decisive?
di Ubaldo Casotto